Poliziotti ivoriani

Sono italiana, non ci posso fare nulla. Questione del DNA.

So perfettamente che si può guidare per 3 mesi con una patente europea…ma il cavillo legale che dice “secondo durata del visto” (cioè i tre mesi per un visa normale) per noi “finti diplomatici” con visto di cortesia di un anno significa un anno!

E quindi “ce provo”.

Sono italiana appunto, donna, e posso sbattere gli occhioni,

Ovviamente il poliziotto ivoriano questo non lo capisce.

Ovviamente il poliziotto ivoriano vuole farci su due soldi, non una multa per le casse dello stato, ma di soldi, per lui.

Ovviamente il pulotto puzzava pure pesantemente di alcool.

Diciamo che non abbiamo visto il segnale…troppo impegnate a chiacchierare di lavoro-amore-amici … siamo donne suvvia, e super amiche che non si vedono da mesi.

Diciamo che non ci siamo fatte inseguire da un taxi con pulotti a bordo.

Diciamo che A. non ha avuto il flash dell’ambasciatore australiano “Lo so che prenderai tutte le precauzioni del caso”.

Diciamo che io non ho visto la mobilette sequestrata e le ire della coinqui propietaria del mezzo.

“Seanti Yannik, ti posso chiamare Annik vero? Sequestrerai mai una tale auto a due giovani donne?”

Viva la mobilette, la corruzione, e l’italianità.

Inshallah.

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Missing you.

è il 4 febbraio. Ora capisco perché stamane mi sono svegliata aprendo questo sito, per controllare se ce l’abbiamo fatta coi finanziamenti o no.

Buonanotte hermano beat per i tuoi 36 anni.

Mi manchi… anche se ogni volta che ti penso ho nelle orecchie quell’odioso “bambolina, come resisti tu negli sterili corridori dell’onu?” mi manchi tanto… sì.

Ho promesso qualcosa alla Costa d’Avorio. Ho promesso qualcosa a me stessa. Una solida roccia, corazza impenetrabile, continuo a lavorare sull’atarassia…ma dentro Vik, dentro è un casino… m* quanto mi manchi…. tu le tue lettere e un’antica promessa.

Restiamo umani hermano beat.

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… merci ….

Depuis que j’ai ce blog je n’ai jamais écris un post dans une langue diffèrente que ma langue maternelle, lorsque le premier tappingdiotima était tri-langues. Souci littéraire et amour pour l’« écrire », la “poesie”, le “mot”… Ceci sera probablement la première et la dernière fois, je suis suffisamment complexée avec ma maitrise des langues pour éviter de m’exprimer en français, soit en anglais. Mais cette-fois ci le post est un « journal intime »… francophone.

En expatriation t’as une vie parallèle, une vie que tu ne maitrise pas. Pas du tout, “qu’on peut pas comprendre”. Peu importe… c’est comme ça. Une connaissance de « café» devient ta meilleur amie, un feeling banal ça te semble le plus grande amour de ta vie, une “aventure” est encore plus une connaissance charnel pure. Personne a du sens, tous ont “trop du sens”… et le reste n’existe plus. On oublie la maison et personne ne peut te « fixer ». On oublie rapidement les vrais amis et amours. On survie, en pensant d’avoir tous. Tout est exagéré… mais on le comprend pas.  Ton monde est ton boulot… au moins pour moi, même trop passionnée, engagées, motivées… au point de ne pas voir personne, d’adorer des pensés et pas des réalités, des idées et pas des idéaux, des cerveaux, des corps, des yeux blues et pas des gens.

Cette semaine j’ai mis tout en doute. Artificialité qui se transforme.

Peut être à cause du fait que ma vie réelle est finalement ici, même si c’est juste à travers mon frère. Peut être parce que j’ai eu une vraie surprise. Personnes ne m’avais jamais fait une fête à surprise, une fête d’anniversaire…. cela arrive uniquement avec des vrais amis. Et c’est arrivé !

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Letterina di Natale umanitaria

Caro Babbo Natale,

Io e le scadenze ultimamente non andiamo tanto d’accordo. Una lettera scritta a meno mezz’ora della mezzanotte l’accetti ancora?

Noi umanitari “dedichiamo la vita agli altri”, agli sconosciuti soprattutto, rifugiati, sfollati, vittime delle peggiori violenze…  sfigati vari insomma. Missionari rock and roll che si illudono di poter cambiare le cose. E i missionari a Natale pregano per la pace. Anche se in Costa d’Avorio la crisi umanitaria é scomparsa (e “che ci fai ancora lì?” dirai…questo è un’altro discorso, se vuoi ne parliamo a quattr’occhi)… credo proprio che la mia richiesta si allineerà alla tradizione. O forse no, la Costa d’Avorio si risistema da sola, e in fretta. Cosa ti chiedo dunque?

Il mio anno si può riassumere in una storia. Una ragazza bellissima che sorride di nuovo, nonostante uno stupro il 28 marzo, e serie conseguenze mediche. Una ragazza che noi umanitari non abbiamo assistito perché semplicemente non siamo arrivati in tempo, nemmeno MSF. Una ragazza che mi abbraccia e mi dice grazie, a me che non ho fatto nulla, a noi che non abbiamo fatto nulla, se non arrivare troppo tardi per impedirle di avere un figlio dal suo stupratore. Mi ringraziava proprio di quello, di essere arrivata tardissimo, dell’aiuto psicologico fornito e di averle dato la possibilità di parlare a quattr’occhi con madame violenze sessuali… Questa storia è la metafora perfetta del mio umanitario. Le ciambelle col buco non esistono, solo le pezze. Ma evitiamo il mio mono-tematico, non faccio che annoiare tutti con le mie storie strappalacrime sulle violenze sessuali.

Cosa voglio quindi sotto l’albero?

Onestamente non so cosa ti sto chiedendo.

Ho già avuto il mio Natale, con altri orfani, come me. Champaigne e gourmanderie… un Natale senza neve, a casa di K, un po’ casa mia, chissà perché così naturalmente. E il chill out da M. con la mia sorella africana acquisita. Relazioni troppo forti quelle tra umanitari per sforzarsi di capirle, incontri, turbini di sentimenti, complicità, adrenaline… un narghilé, una piscina, dei Ferrero Rocher. Natale tropicale. L’umanitario è una droga, anche socialmente. Questa settimana ha toccato l’apice, di tutto, ho persino partecipato alla pianificazione strategica del 2012… e ansia…è tempo di ripartire. E’ da troppo tempo che sono qua, e questa non è più una crisi… che ci faccio qui ancora? Qualcosa mi trattiene, ma è un bungee jumping. Continuo a chiedermi quale sia la mia vera vocazione, e dove stia il mio cuore, cosa voglia soprattutto.

Forse vorrei solo qualcosa per me, egoisticamente, vorrei solo…tanta forza. Questo lavoro non è facile… e tra Vik, il massacro di Duékoué e i fantasmi congolesi… non so più dove sbattere la testa, ho bisogno di una pausa… anche se “tengo botta”. E non ho ancora capito come faccio, probabilmente perché non sono così sola.

Quando qualcosa si è rotto, si cerca di rimetterlo a posto…le ferite che non si possono curare, le braccia che non ti vogliono stringere, le braccia che non ti hanno consolato… queste cose saltano sempre fuori a Natale… caro Babbo Natale…  tornando a noi, credo sia troppo tardi, mezzanotte è passata…ho divagato. Bhé, se non so nemmeno esprimere un desiderio poco importa se ho sprecato la mia occasione annuale… semplicemente, grazie, di questo Natale tropicale, con la mia bizzarra famiglia abidjanese.

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10 dicembre: tutti i diritti umani per tutti !

Ho un sacco di lavoro. Ma oggi è il 10 dicembre. E da stamane “lavoro” per la mia adorata Amnesty.

E il 10 dicembre è: “TUTTI GLI ESSERI UMANI NASCONO LIBERI E UGUALI IN DIGNITA E DIRITTI.”

Happy Human Rights Day to all!

Firmiamoli tutti! E’ la campagna che potete trovare qui… come ogni anno, cari esigui lettori vi domando gentilmente di firmare la maratona.

Poi…vabbé… io lo sapete che non resisto, e ok interdipendenza dei diritti umani…ma … eccovi due tre posterini delle miei campagne preferite.

Campagna per la protezione dei civili: “Se ignori questo, ignori i diritti umani.”

Campagna “Stop alla violenza contro le donne”

Campagna invisibili.

Contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione infantile.

Campagna: Non qui ma adesso.

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Piazza ! Se non ora quando.

Era il 13 febbario 2011, eravamo in piazza per “se non ora quando”. Protestavamo contro il nuovo sessismo italiano. Il mio cartello preferito diceva: la minigonna è una gonna corta punto.  Ora il governo è cambiato. Un governo che pretende rimettere in piedi l’italia, ascolta le parti sociali, e ignora le parti “asociali”… aumenta l’iva e la benzina e toglie la rivalutazione delle pensioni. Cari Italiani, mi sa che qua si torna a ammazzare il maiale una volta all’anno.

Che volgiamo ora, noi donne italiane, che il presidente venera gnocca se ne è andato?

Cara compatriota che fai domenica 11?

“ Il mio capo mi ha chiesto di lavorare, mi paga lo straordinario. Poi ho pensato: all’asilo ancora non mi hanno chiamata; il buono famiglia per il secondo pargolo mi è stato negato perché mio marito, in cassa integrazione da più di un anno, ha una casa di proprietà; il mio contratto scade tra 2 mesi. Credo proprio che andrò in piazza. “

“Sono riuscita, non so come, a nascondere la pancia per 5 mesi, e a farmi persino rinnovare un contratto, avevo un co.co.pro., ovviamente quando ho chiesto la maternità poi l’hanno lasciato scadere, insistendo sulle difficoltà per una giovane madre di riprendere il lavoro pochi mesi dopo, e le necessità del neonato di avere la mamma presente. Questo non è mobbing? Non ci capisco nulla di queste cose. Ma vado in piazza. Per fortuna il mio compagno lavora… ma mi chiedo qualcuno ora mi assumerà? Ho 30 anni, nessuno mi prende più come apprendista.”

“Vorrei scendere in piazza… ma a che pro? Ho abortito, è ridicolo, eh, a 28 anni? E ce l’ho ancora nel groppone, ma sarei stata una ragazza madre, se ragazza ci si può ancora chiamare. E col mio co.co.pro da 800 euro al mese e una laurea in lettere moderne che non interessa a nessuno…”

“Vado in piazza, per i diritti sessuali e riproduttivi. Vorrei il secondo pargolo, ma non oso smettere di prendere la pillola, io e mio marito abbiamo fatto due conti, semplicemente è troppo oneroso. La mia migliore amica sta molto peggio di me, è disoccupata da 2 anni, cioè lavoricchia ma sempre co.co.pro di 2-3 mesi, tra lei e suo marito non va più molto bene, questa cosa che han deciso che non possono permettersi il primo figlio sta logorando il matrimonio, e lei mi sta facendo una depressione. Per fortuna nel nostro comune il consultorio offre uno psicologo gratuitamente alla casa delle donne.”

Voilà, mi sono giocata la carta super-italiana… dite che non facciamo più figli?

Eccovi il perché.

Noi donne italiane vogliamo solo dare un futuro ai nostri potenziali figli.

Welfare per le donne, la risposta. Datecelo! Le lotte sociali dei nostri avi (e ave) sono storia, esiste un concetto che si chiama progresso.  Noi vi facciamo i figli e la gerontocratica economia italiana tra 20 anni fa un super boom.  Per la gioia della famiglia borghese di stampo cattolico.

Io però in piazza semplicemente per il welfare-mamma non ci scenderei…  in febbraio eravamo veramente disgustate, era molto di più una questione di orgoglio, immagine, frustrazione…avevamo un cartello con scritto “non c’è libertà senza dignità”. Io sono ancora disgustata, anche se la Noemi e il Papi non sono più sulle prime pagine dei giornali. Non è questione di femminismo, misantropia o quanto, non è antagonismo è sul serio questione di diritti umani.

Io sono una sognatrice e non mi arrendo facilmente. Basta leggere una sola riga del mio blog e lo si intuisce. Ma sono italiana, ed appartengo a una inusuale e difficilmente comprensibile nicchia sociale di umanitari raminghi, innamorarsi è un lusso tutto qui.

Sorelle, compagne…per piacere non pensiate che il nuovo sessismo made in Italy sia defunto col governo Berlusconi… voi che ci riuscite, alleatevi con gli uomini e scendete in piazza.

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Delirium pre-elettorale

Ho questi attacchi.

Scrivo mail di getto.

Ai miei puoi cari amici.

Mi mancano.

Mangio con le mani (soprattutto in Costa d’Avorio) e sono così!

Parlo di amore ma non lo vivo.

Parlo di condom: un preservativo un colpo. Faccio ridere I militari e sono “dotata” per parlare di violenza sessuale e crisi umanitarie con I potenziali autori.

Delirio.

Sono all’ovest.

Parlo con le donnine e torno a casa dal field esausta.

Magio cioccolata (che odio) con la mia amichetta T.

Somatizzo.

Ho bisogno di vacanze.

E di tornare a Abdjan, dalla mia famiglia qua… K. S. e V.

Se il 30% degli ivoriani votano a queste legislative è tanto.

Se a Walikale Mr stupro di guerra diventa deputato vado a bussare alla porta di Moreno Ocampo e gli sputo in faccia.

Buonanotte.

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Debriefing di Madame Stupro di Guerra

Madame violenza sessuale nei conflitti armati se ne è andata dalla Costa d’Avorio. I miei 15 minuti di gloria Wharoliana sono finiti. Madame Wallstrom sta a me come Rud Gullit a mio padre. Ma grazie al cielo se ne è andata.

Il mio problema con il così detto “trauma secondario” è… che non ha nulla di secondario. E Madame Wallstom arriva, e con lei le 2 ore di sonno, Mienembwe, Bukavu, Goma, Walikale e Duékoué nelle miei notti.

Incapace di mettermi nella pelle della signora stuprata da 4 miliziani di fronte al figlio mentre le assassinano il marito. Incapace di piangere persino Marie Claire. Ascolto stoicamente la loro sofferenza, aiuto l’infermiera a cambiare il catetere di una fistola da kalasnikov, tutto scorre. Passionale, attiva, come da innata indole adolescenziale, spinta da un senso della giustizia piuttosto spiccato, insensibile, non vivo la loro sofferenza.

Vivo la mia.

Questo lavoro è tanto bello per quanto malsano.

Ed ogni santo giorno della visita della gran dama, esco dall’ufficio e m’incammino, vado a caso… finché non mi ritrovo a bussare a una porta. A chiedere asilo.

E mi calmo, perché era il giusto rifugio.

Ci vuole una gran forza per arrivare al 25 novembre. Ogni anno mi sembra più difficile. E anche questa volta non ho la più pallida idea di come abbia fatto a oltrepassarlo.

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Gbagbo prende l’aria per l’Aja

Mi piacerebbe un sacco non capirci nulla di politica.

Ma proprio tanto.

Tra la mossa di dare il nobel alla presidente liberiana 5 giorni prima delle elezioni a Monrovia… ad arrestare Gbagbo 2 settimane prima delle legislative, mi chiedo chi sia più kamikaze tra i capoccia della comunità internazionale e i leader africani.

Apparentemente é passata.

Petardi non ne abbiamo sentiti.

Adesso Gbagbo è sull’aereo, direzione l’Aja, Corte Penale Internazionale.

Ci restano solo minimo 75,000 elettori esclusi dalla lista elettorale, e senza contare sfollati che non possono andare a casa, coloro che hanno perso la carta d’identità, i 18enni del 2011, rifugiati e sfigati simili…

Nessun partito d’opposizione.

Mah… vedremo che dossier alla Corte Penale Internazionale e viva il rock and roll ivoriano natalizio.

Ma a chi è saltato in testa di esportare la democrazia in Africa?

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Raising voices with Mme Wallstrom

“Juste savoir si ça va mieux depuis la dernière fois ! surtout beaucoup de courage car tu fais beaucoup pour les femmes et les filles.”

Un ultimo sforzo, domani è il 25 novembre.

Bon nuit.

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